mercoledì 30 maggio 2012

MATT HARDING l'UOMO CHE BALLA

Delle volte basta un gesto, un'azione semplice e "Amusing" come quella di danzare allegramente, come un brillante pupazzetto sempre lo stesso balletto con la stessa musica di sottofondo, ma ogni giorno in un luogo diverso....

ha cominciato da solo, chiedendo a casuali passanti di riprenderlo, e ha lanciato i suoi video su you tube.

 Ora danza in compagnìa dei suoi fans, pronti a scatenarsi al suo arrivo. Ballare insieme, ridere, divertirsi!... Mi ricorda quei fenomeni alla Forrest Gump, e anche questa storia come quella emoziona e commuove.

Sapete già di chi sto parlando, lui è Matt, Matt Harding, l'uomo che ha portato sè stesso tra la gente e la sua voglia di divertirsi con loro, abbattendo barriere linguistiche, culturali, ideologiche e religiose, la sua azione divertente è diventata simbolo, icona, tendenza... la coerenza impeccabile con cui Matt si manifesta a gente sempre diversa, lo rende immediatamente riconoscibile, assimilabile.



Condividere positività, portando allegrìa e buon umore, è in fin dei conti ciò che la gente cerca...


I prossimi obiettivi di Matt saranno sempre più impervi, tra cui la striscia di Gaza, come a voler dimostrare che le persone in fin dei conti sono tutte uguali, a prescindere dal luogo in cui vivono, e tutto ciò di cui hanno bisogno è di stare bene assieme!

Le Nazioni Unite, hanno deciso di appoggiare la sua scelta e lo assisteranno, perchè quest'uomo con la sua  straordinaria semplicità porta un grande  messaggio! Un messaggio di  pace nel mondo!!



lunedì 28 maggio 2012

RICAPITOLANDO...

Quasi un anno fà, nasceva questo blog... nasceva per narrare l'esuberanza creativa che si era risvegliata in me con il ritorno di Willy, il mio lato fanciullo.

Willy si affacciò una  strana mattina, mentre sonnecchiavo beata e sentii d'improvviso qualcosa sfiorarmi lievemente l'orecchio... trasalii temendo la presenza di un insetto, ma con grande sorpresa notai che accanto a me era atterrato un aereoplanino di carta e un bimbo radioso mi sedeva innazi!

Per anni la vita mi aveva "dilaniato", portandomi via da me, provocando un'intensa frattura nella mia persona...e vi assicuro che si può morire mentre si è in vita. Rinascere dalle proprie ceneri come un'araba fenice è possibile ma estremamente doloroso e ci vuole tempo, un'infinità di pazienza e tanta, tanta fiducia!!

Quando narro il ritorno di Willy non faccio altro che raccontare l'avvenuta "centrattura" della mia persona. Per carità non bastano 10 vite perchè questa sia completa, ma per lo meno oggi mi riconosco molto più di ieri, e non è un caso che stia riaffiorando la mia creatività gioiosa!

Ora quando mi guardo allo specchio vedo me stessa e non il modello che altri avevano cucito su di me.

Aerplex, l'areoplanino nasce da un gesto trasgressivo, di rottura! E' il bambino che stanco e annoiato, si ri-crea fuggendo dalla pesantezza del dovere a bordo del suo aereoplanino di carta che lancia lontano!

Amusing Design, è quindi trasgressione, oltre che gioia e divertimento! Trasgredisce ai soliti canoni estetici, alle mode, alla tirannìa dell'eleganza, di tutto ciò che è formale e impostato... dalle omologazioni e le convenzioni... Willy è ribelle, willy scrive e disegna su sedie, tavoli e armadi!!

Un oggetto non può essere solo bello, elegante, o innovativo, oltre che funzionale, un oggetto deve trasmettere un'emozione e raccontare la preziosa individualità del suo artefice, perchè lui è unico, e solo lui fà quelle cose! E questo è un grande dono! E' un dono che ha valore.

Sono affezionata al mio lato trasgressivo, è una parte di me estremamente vitale e sana, perchè è stato proprio grazie a lei che ho recuperato la mia identità più autentica! E faccio sogni come quello dell'altra notte: Ho sognato che partorivo una bambina e subito la allattavo...bè credo proprio che quella bambina fossi finalmente io.
Troppe sovrastrutture ci opprimono, nasciamo e cominciamo a dipendere in tutto e per tutto da altre persone, anche nei nostri bisogni più intimi, augurandoci che questi abbiano la sensibilità di capire cosa c'è dietro un nostro pianto improvviso e disperato...Vi siete mai chiesti quanto sia DURA essere dei bambini? Per anni prima i nostri genitori, poi le varie istituzioni ci proiettano sopra un'identità che nulla ha a che vedere con quello che siamo veramente, e capita che andiamo avanti molto tempo, senza minimamente sapere chi siamo. Facciamo scelte di vita e di lavoro, sposiamo qualcuno, facciamo dei figli!! E magari ci rendiamo conto a cinquant'anni, se tutto va bene, che non siamo felici e che abbiamo sbagliato tutto!

Grazie a Dio la mia parte ribelle mi ha portato a reagire e a sterzare verso un recupero del mio sè più sano. E il messaggio che voglio dare è quello di dare sempre ascolto a ciò che sentiamo nel profondo! Di dare importanza a quella vocina chiamata "sesto senso"! Perchè molto probabilmente è lì che risiede la verità.

giovedì 24 maggio 2012

MENOMALE CHE C'E' INTERNET

Immagine di Comò Kori.
Quello che sta accadendo oggi è a dir poco straordinario, solo qualche anno fa non potevamo immaginarlo...c'erano pochi spazi dedicati all'individuo e all'espressione di sè.

 L'era industriale è passata sopra gli uomini come una schiacciasassi appiattendo tutte le cose e soffocando ogni slancio creativo.

Pochi decidevano per molti, da quello che si mangiava, a ciò che si indossava, e a come si arredavano le proprie case, stabilendo così punti di riferimento, correnti, mode.

I negozi trattavano le solite marche.

Immagine di www.giornoidea.com
Nelle case vedevi per lo più mobili antichi, (o imitazioni di quelli), erano un'istituzione e lo sono ancora, soprattutto in quelle città cristallizzate nel passato, e provinciali come Roma. Questi si tramandavano di padre in figlio, e rappresentavano quei valori materiali indiscutibili.

Se non si  amava il genere antico, si ricorreva spesso, per chi se lo poteva permettere a pezzi di design,(o imitazioni di questi). Alla massa piccolo borghese non restava che rifornirsi nei grandi supermercatoni dei mobili.

Immagine di artemobili.it
Io appartengo ad una di quelle famiglie che prediligeva in assoluto il mobile antico...per carità belli, ma antichi!!......Provavo una grande tristezza e mi domandavo perchè secondo i miei genitori e i borghesi come loro, solo gli antichi facessero cose belle!

Poi c'era l'arte. I miei erano grandi cultori dell'arte...ma ahimè!! le mostre che andavano a vedere erano sempre quelle dei soliti pittori celeberrimi, morti e sepolti anni fà!

Del resto, dagli anni sessanta si era cominciato a parlare di morte dell'arte: Era stato tutto detto, era stato tutto fatto. Ora le opere avevano un ruolo "concettuale" ....tele enormi, bianche che presentavano un punto nero in un angolo...e orde di critici d'arte tutti intorno.

 Sì, la figura del critico d'arte diviene più che mai importante.....e te credo! E chi ce capiva una mazza?.....

 Qualcuno doveva pure spiegarcelo che caspita ci stava a fare quel punto nero sopra una tela rigorosamente immacolata.
Immagine di hbcasa.com

Le gallerie d'arte erano ghiacciate, i vetri lustri e qualche vecchia bizzoca all'interno con un paio d'occhiali appannati di noia sul naso aquilino. Alle pareti: Tele monocromatiche a mostrare il nulla, al prezzo di tremila euro, recanti sotto la scritta: SENZA TITOLO.......

....."Perchè le volevi pure intitolà?"......

Queste gallerie erano destinate a rimanere pressochè vuote. Solo in occasione delle inaugurazioni, venivano assaltate da frotte di borghesi pronti ad ingozzarsi al grido di  Evviva l'arte, evviva la cultura!! ....ma poi quello che contava davvero era magnà!!

Immagine du inter-pix.com
Oggi, assisto con meraviglia alla rinascita della creatività. C'è nell'aria un fermento frizzante! Quanta gente si sta risvegliando! Grande aiuto deriva da internet.

 Grazie ai social network , agli innumerevoli blog e magazine virtuali, abbiamo la possibilità di conoscere e conoscerci con gran rapidità, e di entrare in contatto grazie ad un semplice click, anche con culture lontane!

La gente sta ricominciando a creare.....le persone più insospettabili: Il vecchio zio che a settantanni inoltrati scopre che gli piace scolpire in legno, e te lo ritrovi in garage imbrattato di segatura.

Tante figure insospettabili, celate dietro un'immagine rigida e convenzionale svelano improvvisamente un loro lato creativo.

E grazie a questa finestra straordinaria sul mondo rappresentata da internet, chi vuole può finalmente raccontarsi all' intero pianeta.

Tutto questo lo trovo davvero eccitante, e non sò se riuscirò mai ad abituarmici!!

Buona creatività a tutti!!

martedì 22 maggio 2012

SCENDETE DAI TACCHI SIGNORE!

labsanmichele.it
Forse qualcuno di voi si sarà chiesto come mai il mio alter-ego fanciullo, di nome Willy, a cui spesso accenno in questo blog, sia maschio, pur essendo io una donna. 

Bene, io quando mi riferisco al mio lato bambino, mi riferisco alla libertà più assoluta. E se penso al binomio: Infanzia-libertà...bè, non immagino certo una femmina. Io sono stata una bambina...ed è stata dura, ve l'assicuro, ho rimpianto di non essere nata maschio. E non perchè in me ci fosse qualcosa di sbagliato in quanto femmina, ma perchè qualcosa di sbagliato era nel sistema che mi circondava.

 E poi sono anni che mi tormento su un punto: Perchè le femmine crescendo diventano signore?

 Cioè, in poche parole cessano di essere loro stesse,  cessano di vivere in modo spontaneo e naturale? E nella loro vita subentra prepotenemente artificio e finzione? Io e le mie coetanee siamo cresciute insieme, ma uno strano giorno loro sono diventate signore e io non le ho più riconosciute: La loro voce aveva un suono artefatto, come le pose che prendevano, ora erano impostate. Quando parlavano si esprimevano con il cosidetto "birignao", erano tutte tacchi e messa in piega, usavano frasi di circostanza e sorrisi studiati allo specchio. I capelli poi, erano scopipiti in pose assolutamente innaturali, rigidi e di un colore che non era il loro, e quando camminavano lasciavano al loro passaggio zaffate di profumo, quasi temessero l'odore naturale della loro pelle.

Dove erano finite quelle bambine che correvano e si rotolavano sui prati sudate, sporche e trafelate! Con i capelli scomposti, le gote irrorate di sangue e gli occhi lucidi! Quelle bambine che sapevano trasmetterti l'emozione che provavano in quel momento? Erano bellissime!!

www.ilpuntoamezzogiorno.it
 Ora quelle bambine non escono di casa se non dopo essersi bistrate il volto indurendo i lineamenti e privando la loro espressione di verità...e aihmè, nel frattempo hanno inventato anche la chirurgìa plastica e i rinforzi in silicone,  per allontanare ancora dippiù la donna da se stessa, rendendola sempre più spaventosamente grottesca e potergli spillare più soldi.

 Chi di voi vide a suo tempo Brazil? il celebre film di Terry Gilliam, può ricordare il personaggio della mamma del protagonista....ecco una parodìa ben riuscita della mostruosità dell'archetipo femminile.

 Insomma mi sono sempre rotta la testa su una domanda: Perchè l'uomo è naturale mentre la donna è spesso nascosta dietro un fantoccio di cartapesta? Sono nati più busness sulla "stupidità" femminile...essere donne, secondo certi stereotipi, costa tanti soldi ed è di una scomodità inaudita. I rotocalchi femminili sono  imbecilli in modo imbarazzante, parlano di "fuffa".

 Le donne occidentali sono l'esatto opposto di quelle islamiche, e si sà...l'equilibrio non si trova mai negli opposti, bensì nel centro. Perchè le nostre donne sono altrettanto prigioniere: Quelle negano il corpo, le nostre soccombono al corpo. Per non parlare di quei paesi, (e purtroppo sono parecchi), dove si consumano ogni giorno delitti atroci sulle donne, quali l'infibulazione. Accidenti! Ma viviamo ancora nel medioevo?

Come è faticoso essere donne, sempre in forma, sempre a dieta, scollate quando la temperatura è a zero gradi, arrampicate sopra tacchi improbabili, donne che non possono toccare le cose per via delle unghie esageratamente lunghe, imprigionate dentro corazze attillate che provocano cistiti ricorrenti se non peggio, con le natiche attraversate da fastidiosissimi perizoma, queste donne che poi non possono invecchiare, non sanno mostrare con fierezza le proprie rughe e i propri capelli bianchi...forse perchè hanno vissuto un' altra vita una vita, una vita che non era la loro...

Ecco perchè mi chiamo Willy!





venerdì 18 maggio 2012

MA IL DESIGN E' MORTO?

foto di: tecnologia.notizie.it
Ettore Sottsass  sosteneva che il design era stato ucciso dall'industria, irremediabilmente asservita alle feroci leggi di un mercato globalizzato privo di equità. Non si producono più oggetti da sogno e "l'intuizione creativa" soccombe al sistema. 

Ora è l'attuale guru del design Philippe Stark a lanciare l'allarme, chiedendo addirittura scusa per aver prodotto troppa materialità. Trovata pubblicitaria? O dobbiamo prenderlo sul serio?

 Era il 13 marzo 2012 e sul giornale tedesco Die Zeit, Stark affermava:- Tutto ciò che ho disegnato non era affatto necessario. Smetterò del tutto l'attività di designer... Il design non è che un emblema del superfluo, una cosa fatta da ricchi progettisti per ricchi ignoranti!!- Stark vuole dunque prendere le distanze dalla materialità per focalizzarsi più sull'azione, meglio se caratterizzata da uno scopo sociale, e sostiene che in futuro chi meno avrà, più avrà.
foto di: padovanet.it

L'architetto Gaetano Pesce, è meno drastico, egli ritiene che il ruolo di un designer attuale sia quello di dare alla luce oggetti che non si limitino solo all'utilità, ma che abbiano la funzione di migliorare la vita altrui. Secondo Pesce il designer, come l'artista ha  il ruolo di commentare la realtà, e quando serve deve trovare il coraggio di metterla in crisi.

Io personalmente non credo che il design sia morto, penso che come diceva Einstein: "nulla si distrugge, ma tutto si trasforma". Penso che Il Sistema, quel sistema che fino ad oggi ha costituito ogni ambito della nostra vita è oramai estinto e putrescente, e questo logicamente riguarda anche il design. Il design come ogni altra cosa deve tornare ad essere equo e sostenibile.

 Vi sembra equo pagare una sedia di plastica 800 euro solo perchè è griffata?quando la suddetta sedia scaturisce da un processo industriale che permette di fabbricarne a migliaia, e che costerà di materiale sui tre/quattro euro a sedia?
In più l'operaio che la realizza spesso si trova in stati dove i diritti del lavoratore sono una favola, e viene remunerato con una semplice ciotola di riso.
A chi vanno tutti questi soldi? Vi sembrano ben distribuiti? Poi mettiamoci i trasporti per la ripartizione del materiale e quindi l'inquinamento che ne deriva, ecc. ecc. Mentre le imprese locali, quelle addette al "made in Italy" vanno in malora.

foto di: linkmyhome.it

Se invece fossero le imprese locali a creare design, l'Italia tornerebbe ad avere i suoi imprenditori, la ricchezza sarebbe equamente distribuita, e si inquinerebbe meno il pianeta. Mentre così poche grandi aziende fanno cose, a prezzi esorbitanti, sfruttando la manod'opera  per pochi ricchi che se le possono permettere.

Bene!! Questo design snob ed elitario DEVE MORIRE! E il prima possibile! Finchè la gente non saprà scegliere con la propria testa e acquisterà le grandi firme per "appiattimento mentale", contribuirà a sostenere un sistema malato. A cominciare dalla distribuzione, dai quei negozi, e non sono pochi, che tolgono il respiro alle cose uniche, fatte a mano, artigianali... continuando a prediligere le griffe, perchè se la gente deve spendere preferisce andare sul sicuro.

Così è un cane che si morde la coda: la gente vuole andare sul sicuro e il negozio non investe sulla creatività locale, individuale.

 Ma, nel prossimo post parleremo più approfonditamente di questo.

To be continued.....

lunedì 14 maggio 2012

GRAFFITI DESIGN

Diego sembrava instancabile. Era pervaso dalla musica che lo attraversava guidando la sua mano tra i colori accesi.

 Nel corso della fiera, l'artista aveva creato presso il suo stand, la propria dimensione.... quasi si trovasse nell'intimità della sua casa, con lo stereo acceso e i suoi strumenti da lavoro schierati davanti: Pennelli e colori acrilici.

Diego contamina ogni cosa di frizzante allegrìa, inonda il mondo di sorrisi, quasi volesse rompere la pesantezza che lo circonda. Sembra voglia contagiare chi l'osserva e spingerlo a sorridere.

 Colorisa, così si chiama il personaggio che viene ripetuto ritmicamente, in più sfumature sulle superfici dei vari oggetti. E se ad essere ripetuto è sempre lo stesso personaggio, l'impressione che noi riceviamo, è che si tratti di una folla spensierata e divertita, che balla e fa festa.  Come se il messaggio sottostante fosse: Ridere è contagioso e unisce tra loro le persone. Sembra che la folla in preda all'ilarità si tramuti in un'unità, un organismo unico. Le diverse identità si fondono nel benessere. Mentre si ride insieme, cadono barriere e differenze di ogni genere.

Diego non riesce ad abituarsi ad un colore "imposto", la sua individualità è forte. Diego vuole scegliere! Ha capito che questa società, così massificata e depersonalizzata, omologata in un sistema che non riconosce l'individuo e la sua libertà d'espressione, è una società profondamente malata. I suoi graffiti gridano il  bisogno di manifestare la propria identità, il rifiuto di omologarsi.
 
"Se mi limito a lasciare che un oggetto resti ciò che è, così com'è, ho l'impressione di utilizzarlo senza viverlo realmente, e mi sento relegato al ruolo di custode di questo. Ciò rappresenta un limite. Siamo noi con i nostri occhi e la nostra mente che diamo un significato alle cose mentre le osserviamo, e siamo noi che abbiamo il diritto di scegliere le cose, e farle nostre.

Così, armato di smalto ed acrilico, non risparmio nessun oggetto, e mi soddisfa sempre dippiù applicare questo tema su qualsiasi cosa, di qualsiasi tipo e dimensione, per poter diffondere e portare avanti la mia idea di positività".

E la positività è qualcosa di cui il mondo è profondamente assetato!!

Ben vengano iniziative e progetti come quello che sta portando avanti Diego!!

E ben vangano giovani che sanno esprimere loro stessi al mondo con chiarezza ed efficacia, definendosi nella società con un ruolo attivo e non subendola passivamente come purtroppo fanno molti. In bocca al lupo Diego!!






mercoledì 9 maggio 2012

QUESTE SI' CHE SONO IDEE!!

Le idee migliori sono quelle più semplici! Quelle che si possono realizzare con poco, pressochè a costo zero e magari riciclando vecchi oggetti o indumenti. E' il caso delle simpaticissime e variopinte invenzioni di Edna La Rocca...nate così, per caso, osservando la mamma che  ricamava, Edna ha avuto l'intuizione. Quale? Quella di relizzare tappeti e cuscini allegrissimi, dai mille colori, ben intonati tra loro.

Come? Edna ha pensato bene di procurarsi quella gomma traforata antiscivolo, che si compra a metraggio dai ferramenta. Poi ha chiesto ad amici e conoscenti di portarle vecchie t-shirt dismesse di tanti colori diversi, e le ha ritagliate per bene, ricavandone tanti rettangoli. A quel punto, con un uncinetto ha pensato bene di infilare i rettangoli colorati nei fori della gomma, facendoli passare da parte a parte.....e come d'incanto sono fioriti cuscini rigogliosi e tappeti profumati...Profumati? Bè, non proprio, ma sono così "sensoriali" che ti pare di avvertirne il profumo, vista la loro somiglianza ad un prato tempestato di fiori... e poi non puoi resistere alla tentazione di toccarli e affondarci dentro!

Edna ha presentato le sue creazioni nell'ambito della fiera romana Moa Casa, che si è conclusa solo tre giorni fà, il  6 maggio. Il successo è stato notevole!
anche rai 2 l'ha intervistata nella ribrica "costume e società".

Durante la fiera, Edna invitava  le persone più curiose a togliersi le scarpe e a passeggiare sui suoi tappetini sbarazzini, lasciandosi solleticare i piedi.

Ora Edna sta anche pensando di realizzare delle borse con la stessa tecnica, e l'idea è proprio stuzzicante...le immagino già: simpaticissime!! Adatte più che mai a  giovani sfiziose.
 Non vedo l'ora di vederne qualcuna.

Insomma, della volte basta poco per fare cose grandi, soprattutto quando ad essere grandi sono le idee!!