giovedì 13 ottobre 2011

MA POI, COME E' ANDATA A FINIRE?

Insomma, il primo portariviste AERPLEX, tra varie peripezie,alla fine è venuto fuori.

Ritirata la lastra stampata,che come dicevo nei post precedenti, non era esattamente come la volevo,purtroppo ciò che questo mestiere ti insegna,è che tra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare.

Voglio dire che sono innumerevoli i compromessi che bisogna accettare tra l'idea originaria,e la realizzazione di un oggetto.

Ma la cosa divertente è stata quando l'ho portata a far piegare dal solito grezzissimo artigiano, il quale nonostante tutte le coordinate che gli avevo dato per la realizzazione di questo benedetto areoplano nonchè il modellino in cartone che gli avevo lasciato, proprio per evitare la benchè minima incomprensione. Ha avuto il coraggio di piegarlo al contrario!!

Così, fresco, fresco si girò tutto contento, e me lo poggiò sul tavolo capovolto....

Io rimasi letteralmente "ghiacciata!"-"Ma,me l'ha piegato a rovescio?"-
-"Signò,è così l'aereo,è come n'aereo da combattimento....-
-"Combattimento? Ma che dice,scusi...questo deve riprendere esattamente le sembianze di un aereoplanino di carta...come,le ho portato anche il modellino?"-

Insomma,me lo dovetti far correggere,riposizionando l'oggetto sulla resistenza incandescente, per ammorbidire nuovamente il plexiglass nei punti prestabiliti per le pieghe,e poterle modificare.

.....Succede anche questo.....

Ho imparato comunque che è difficilissimo trovare l'artigiano giusto, quello cioè che è in grado di seguirti con il giusto intuito.

Invece bisogna abituarsi fin da subito a non dare per scontato niente, ma proprio niente, neanche le cose che ci sembrano più ovvie.
Questo signore era davvero un pò troppo grezzo.


Ma io mi recavo molto volentieri nel suo laboratorio perchè trovavo la sua persona teneramente pittoresca!!

Nessun commento:

Posta un commento