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| Raimondo, il tavolino giramondo. |
Per meglio capire in cosa consiste l'attività di Amusing Dedign, immaginate che un fanciullo si improvvisi designer, e decida di arredare la vostra casa con i pezzi ideati da lui, utilizzando gli oggetti e i materiali che ha a portata di mano.
Bè questi oggetti saranno sicuramente coloratissimi, e naturalmente giocosi....un bimbo infatti non esercita alcun controllo sull'utilizzo che fà del colore, ma sceglie spontaneamente la tonalità che più lo fanno vibrare, senza sentirsi vincolato da fattori estetici o culturali.
Poi veniamo al concetto di spazio e in che in che modo quello del bambino differisce dalla percezione spaziale che ha un adulto.
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| Tavolino Flipper. |
Per il bambino infatti lo spazio è un elemento denso di magìa dove possono accadere cose inaspettate. Il bambino non si sente mai solo, anche se effettivamente lo è. Questo perchè ogni oggetto che lo circonda è un'entità a cui lui può attribuire un'identità. Il collegamento a Walt Disney sorge spontaneo, infatti, gli oggetti presenti nelle dimore delle sue fiabe sono animati quanto i protagonisti.
In questo senso possiamo dire che A. D. sia pressochè interamente gestito dal mio alter-ego fanciullo, a cui ho dato un nome: Willy. Willy è per sua natura creativo, scherzoso e sbarazzino, genuino ed autentico, ed esprime la gioia primordiale dell'essere al mondo. E' un esserino gaio che vuole trasmettere la sua gioia di vivere, un personaggio solare, alla ricerca di emozioni positive da comunicare alla gente.
Willy ricorre spesso nei miei post, lo utilizzo per descrivere come nascono le ispirazioni e le idee.
Ma veniamo a un altro punto cruciale del lavoro di A. D. Amusing Design non progetta ma agisce un'emozione. Così facendo la rende fisica, visibile, la condivide.
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| Cestino trolley e cestino "La vecchia Bizzoca". |
Amusing Design è espressione allo stato puro e come tale è spontanea e fresca, pura come l'acqua che appena scaturita dalla sorgente non è ancora stata intaccata da agenti inquinanti, così il gesto emozionale di Amusing Design non è sporcato da processi elaborativi e progettuali.
Quì il processo creativo sgorga libero e diretto, dall'intuizione all'azione, come il bambino che esprime liberamente sè stesso imprimendo a mani nude forme sulla sabbia.
Infatti, il progetto è un processo razionale, freddo, calcolatore....in poche parole, un processo di testa. Mentre l'azione-emozione di A. D. la sua cre-azione, è uno slancio emotivo e passionale collegato alla pancia.
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| La Cicledia. |
Ad esempio se parliamo di Raimondo, il tavolino giramondo, (foto in alto a destra), possiamo dire che io l'ho disegnato, anzi schizzato nello spazio. Il tavolino Raimondo non è altro che un lay-out tridimensionale, e come il lay-out è teso a proporre un'idea, piuttosto che a definire un prodotto. Rende la proposta in modo veloce, fresco, per grandi linee....e ben vengano le tracce di matita lasciate volutamente visibili sotto le successive stesure di colore, piuttosto che la macchia di colore, caduta per caso. Del resto, Raimondo è fatto a mano e le mani sono quelle di un fanciullo, che grazie a Dio, non è soggiogato come l'adulto da quell'attenzione tirannica al raggiungimento della perfezione formale, quanto a lasciare via libera all'esuberanza dell'emozione che impetuosa deve manifestarsi e non può aspettare, non può perdere tempo.
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| Portariviste Aerplex. |
Diceva mia madre, la pittrice e scultrice Annamaria Polidori, che da qualche anno gestisce una galleria d'arte nel centro storico di Spoleto: L'anima di un'opera è nello schizzo, lì il guizzo creativo è ancora palpabile, fresco e spontaneo, come appena zampillato tra le dita dell'artista. Mentre via, via che questi procede verso l'opera definitiva, entrano gioco controllo e razionalità, e la mano dell'artista questa volta è guidata dal soddisfacimento di un ideale estetico e formale, deve rispondere a delle aspettative e così facendo raggela inconsapevolmente la sua creatività.
Mi ha fatto davvero piacere riscontrare che Picasso, (ecco chi aveva ispirato mia madre), anni fa, aveva detto la stessa cosa: Lui diceva che la distanza che intercorre tra lo schizzo e il definitivo è pressochè pari a zero, perchè l'opera è già tutta nello schizzo!





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